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Storia

Nel lontano 1957 inizia a Musso, in riva ad un porticciolo sul lago di Como, la costruzione di scafi in legno. La vela era la passione della vita di Gianni LILLIA, il quale ricevette dai locali pescatori (provetti costruttori) le basi del lavoro del legno. Mai produsse barche di lavoro però. Dall’inizio indirizzò l’attività costruttiva verso i monotipi da regata: dai primi Dinghy 12 piedi (classe olimpica 1928 e classe nazionale italiana) alle Star nel 1964 (classe olimpica sin dal 1932), passando dai Finn (classe olimpica 1952). Uscirono quindi dal cantiere LILLIA sempre barche in legno di cedro rosso e pine spruce pronte per la regata. Anche le vele si cucivano in loco. Queste barche rispettavano pienamente le regole costruttive delle rispettive classi, ma con quegli accorgimenti che solo il professionista della vela da competizione poteva immettere, rispettandole e migliorandole allo stesso tempo.

Oggi, in questa epoca di computer ricorrente sembra tutto possibile, mentre in quei tempi si tentava, si osservava di persona, si controllava la conformità (altrimenti gli stazzatori di classe sancivano), ed eventualmente si generalizzava tale adeguata modifica.

Più tardi cominciò l’epoca delle materie sintetiche: le vele (Kevlar, Mylar), le scotte (poliestere) e gli scafi (vetroresina). L’avvento della vetroresina segnò una tappa fondamentale nell’attività del cantiere. Le prime esperienze erano svolte contemporaneamente sui Dinghy e sulle Star. Così verranno alla luce Star dallo scafo di vetroresina e con la coperta in legno, la famosa "Veruschka". Maturando la tecnica quindi modificando gli interni delle barche, le coperte passeranno anch’esse alla vetroresina pochi anni dopo. Nei Dinghy lo scafo fu ritoccato (modifica poi ulteriormente abbandonata per accingersi alle regole del monotipo) trasformando tuttavia gli interni e rendendo la barca "autosvuotante".

Nel frattempo il cantiere cambiava sede: dallo scantinato delle origini, si trovava al pianterreno di una vecchia casa di pescatori poche decine di metri dalla precedente, sempre a Musso. All’ inizio degli anni settanta si spostò a Pianello del Lario, in due vicine sedi successive. Regredì poi di nuovo a Musso verso la metà degli anni ottanta, in una vecchia filanda ubicata a mezza costa, e il capannone costruito a Pianello era oramai dedicato al rimessaggio delle barche nuove.

Purtroppo Gianni LILLIA scomparve nel 1981 e non poté quindi assistere a tutti gli ulteriori sviluppi: un cantiere moderno con consulenza da esperti e da velisti professionisti di alto livello, Dinghy autosvuotante e Star medaglia d’oro Olimpica nel 1996.

Alla scomparsa di Gianni, il cantiere passò nelle mani del fratello Domenico che ne conferì un’impronta moderna e proiettata al futuro: nuovi materiali, macchinari più all’avanguardia, consulenti dall’indiscussa professionalità.

La direzione del cantiere è attualmente sempre nelle mani di Domenico Lillia affiancato dal figlio Stefano e, per quanto concerne gli aspetti tecnici, dai campioni olimpici brasiliani Torben Grael e Marcello Ferreira. Una collaborazione che ha dato ottimi risultati: una serie di titoli europei e mondiali, fino alla consacrazione arrivata con la medaglia olimpica ai Giochi di Atlanta nel 1996.

Biografia del fondatore

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